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	<title>Matteo Bayre &#187; social media</title>
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		<title>Il #SocialMediAbility delle aziende italiane (infografica)</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 07:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bayre]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La percentuale delle aziende italiane che usa almeno un social network per attività di comunicazione e marketing passa dal 49,9% del 2011 al 63,8% nel 2013. Facebook fa la parte del leone (lo sceglie il 75% delle aziende attive sui social), ma aumenta anche l’uso di Twitter, LinkedIn e YouTube (utilizzati rispettivamente dal 45,1%, dal [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La <strong>percentuale delle aziende italian</strong>e che usa almeno un <strong>social network</strong> per attività di <strong>comunicazione</strong> e <strong>marketing</strong> passa dal 49,9% del 2011 al <strong>63,8% nel 2013</strong>. <strong>Facebook</strong> fa la parte del leone (lo sceglie il 75% delle aziende attive sui social), ma aumenta anche l’uso di <strong>Twitter</strong>, <strong>LinkedIn</strong> e <strong>YouTube</strong> (utilizzati rispettivamente dal 45,1%, dal 44,1% e dal 51,2% delle aziende presenti sui social, rispetto al 39,8%, al 35,7% e al 32% del 2011), di<strong> Google Plus</strong> (17,2%) e <strong>Pinterest</strong> (18,1%). A dirlo è la terza edizione dell’<strong>Osservatorio ‘Il SocialMediAbility</strong> <strong>delle aziende italiane</strong>’ promosso dall’executive master in Social Media Marketing &amp; Web Communication dell’Università <strong>Iulm</strong>, presentato il 7 novembre scorso.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/SocialMediAbility.jpg"><img class="size-full wp-image-611 aligncenter" alt="SocialMediAbility" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/SocialMediAbility.jpg" width="800" height="2802" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Tra febbraio e settembre del 2013, infatti, i ricercatori sono tornati a prendere in esame il panel di<strong> 720 aziende</strong> di sei diversi settori (<strong>alimentare, arredamento, banche, hospitality, moda e pubblica amministrazione</strong>), già analizzato nel 2010 e nel 2011, per coglierne i progressi e i cambiamenti. A partire da quest’edizione hanno potuto contare anche sulla piattaforma di monitoraggio ‘<strong>Social Listening</strong>’, messa a disposizione da <strong>Blogmeter</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco alcuni dei risultati emersi dall’indagine:<br />
&#8211; ad attivarsi maggiormente sui social media sono soprattutto le<strong> aziende grandi</strong>: se nella precedente edizione il<strong> 57,3%</strong> di esse gestiva almeno <strong>un social media</strong>, nel 2013 tale percentuale è salita all’<strong>81,1%</strong>. Si allarga così il <strong>divario con le piccole e medie imprese</strong>, per cui la crescita è stata solo del 7% dal 2011;<br />
&#8211; gli spazi social, tuttavia, non sempre sono adeguatamente valorizzati: lo dimostra il fatto che solo il 41% delle aziende analizzate li segnala nella<strong> home page del sito aziendale</strong>;<br />
&#8211; aprire uno spazio social non significa necessariamente saperlo <strong>gestire in maniera ottimale</strong>. Lo dimostra l’indice di <strong>SocialMediAbility</strong> che, su una scala da 1 a 10, nel 2011 si attestava a una media di 1,16 e nel 2013 è arrivato soltanto a 1,91. Mediamente, al crescere delle dimensioni aziendali aumenta anche <strong>la “qualità” dell’uso dei canali social</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso dell’incontro Sacha Monotti, founder e ceo di BlogMeter, ha anticipato i macrotrend social dei prossimi mesi:<strong> il social customer caring</strong> (vale a dire l’attenzione riservata alle richieste del consumatore), <strong>le social tv</strong> (l’abitudine di commentare live i programmi tv diventerà un potenziale da sfruttare anche per i brand) e il passaggio – deciso e, in parte, già avvenuto – della fruizione del mondo social da dispositivi fissi a <strong>dispositivi mobile</strong>.</p>
<p>Fonte: primaonline.it &#8211; osservatoriosocialmedia.com</p>
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		<title>Rheingold: “Google Glass: verso la realtà multistrato”</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2013 13:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bayre]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Howard Rheingold, 65 anni, è uno dei maggiori sociologi di Internet viventi. Docente di nuovi media alla Stanford University e a Berkeley, ha inventato tra l’altro, in passato, il concetto di “comunità virtuali”. Il suo ultimo libro, “Perché la Rete ci rende intelligenti”, è appena stato pubblicato in Italia da Cortina. I Google Glass saranno [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Google-Glass2.jpg"><img class="size-full wp-image-602 aligncenter" alt="Google-Glass2" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Google-Glass2.jpg" width="752" height="520" /></a></strong></p>
<p><strong>Howard Rheingold</strong>, 65 anni, è uno dei <strong>maggiori sociologi di Internet viventi</strong>. Docente di nuovi media alla <strong>Stanford University e a Berkeley</strong>, ha inventato tra l’altro, in passato, il concetto di “<strong>comunità virtuali</strong>”. Il suo ultimo libro, “<strong>Perché la Rete ci rende intelligenti</strong>”, è appena stato pubblicato in Italia da Cortina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>I Google Glass saranno un successo</em>?</strong> «Sì, credo proprio che questo tipo di tecnologia diventerà popolare e che <strong>Google</strong> stia aprendo una strada in cui finiranno per competere anche altri soggetti, come <strong>Apple</strong> e <strong>Samsung</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Perché?</strong></em> «Perché i <strong>glass</strong> rappresentano un cambiamento di <strong>paradigma</strong> molto significativo nell’<strong>amplificare la capacità degli individui</strong> di accedere alla <strong>conoscenza</strong> in ogni momento e in ogni luogo, visualizzando informazioni di ogni tipo sul posto in cui ci troviamo, sulle sue <strong>potenzialità</strong> per noi, sulla sua storia e molto altro ancora. Ci daranno la possibilità di <strong>effettuare ricerche</strong> su qualsiasi argomento con un tocco delle dita e un <strong>comando vocale</strong>; e ci permetteranno di <strong>catturare immagini e video</strong> ovunque e in qualsiasi momento».</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Con quali effetti sociali?</strong> </em>«Molte di queste <strong>funzionalità</strong> sono certamente destinate a modificare le nostre relazioni, con potenzialità anche conflittuali. La maggior parte delle persone nel mondo, ad esempio, si sono abituate a vedere gli altri che tirano fuori i loro <strong>cellulari</strong> per scattare foto o registrare video. Ora invece qualsiasi estraneo nelle tue vicinanze potrà<strong> riprendere immagini</strong> (e magari inviare sulla <strong>Rete</strong> in streaming il video) senza il tuo consenso. E potrà farlo in <strong>qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.</strong> È molto diverso. Ma più in generale, i Glass rappresenteranno un <strong>cambiamento del nostro rapporto con la realtà</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Vale a dire?</strong> </em>«Con l’arrivo sugli <strong>occhiali della Rete</strong> e di applicazioni come i motori di ricerca, <strong>Wikipedia e YouTube</strong>, <strong>la nostra realtà diventerà multistrato</strong>: uno fisico e uno digitale. E la nostra <strong>conoscenza</strong> sarà sempre più <strong>reticolare</strong>».</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Lati negativi?</strong></em> «Arriveranno di sicuro le applicazioni di <strong>riconoscimento faccial</strong>e che ci permetteranno di avere subito <strong>informazioni</strong> su chi incontriamo. Magari ci eviteranno brutte figure, ma questa funzionalità potrà essere utilizzata anche come strumento di <strong>sorveglianza di massa</strong>, sia da parte dello Stato sia da parte di imprese commerciali».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: L&#8217;Espresso</p>
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		<title>Google lancia Helpouts, il tutor sempre online</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2013 07:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bayre]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Dalla moda alla medicina passando per tecnologia, cucina, giardinaggio e fitness: Google Helpouts, la nuova piattaforma di Big G, punta a mettere gli internauti alle prese con dubbi di varia natura e problemi da risolvere in contatto con gli esperti più indicati. Si tratta di un servizio online di video-chat, in tempo reale, con &#8221;tutor&#8221; [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><iframe src="//www.youtube.com/embed/K-VFC9AQM1k" height="360" width="640" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe><br />
Dalla moda alla medicina passando per tecnologia, cucina, giardinaggio e fitness: <strong>Google Helpouts</strong>, la nuova piattaforma di<strong> Big G</strong>, punta a mettere gli <strong>internauti</strong> alle prese con dubbi di varia natura e <strong>problemi da risolvere</strong> in contatto con gli <strong>esperti</strong> più indicati.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un<strong> servizio online di video-chat</strong>, in tempo reale, con &#8221;<strong>tutor</strong>&#8221; che offrono consigli e dritte dall&#8217;altra parte dello schermo (<strong>gratis o a pagamento</strong>). Si basa su <strong>Hangouts</strong>, sistema di <strong>video-chat del social network Google+</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Annunciato già la scorsa estate, il servizio è ora online con alcuni partner, quali <strong>Weight Watchers</strong>, <strong>Sephora e One Medical</strong> per offrire assistenza sui temi più disparati: dai consigli per mantenersi in forma, alle lezioni su come truccarsi, al confronto con un medico, e ancora ai <strong>tutorial</strong> per imparare a cucinare o a suonare uno strumento o riparare qualcosa che si è rotto in casa (otto in tutto le categorie). Per ora, <strong>Google</strong> avrebbe invitato un <strong>migliaio di aziende</strong> a partecipare e le partnership sarebbero riservate solo su invito. Per usarlo è necessario avere un profilo Google+.</p>
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		<title>Chi porta più traffico ai siti web? Facebook in testa. Pinterest batte Twitter</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Nov 2013 19:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bayre]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Facebook è il social network che porta più traffico ai siti web: è responsabile del 10% delle visite totali. Non è una sorpresa: il social network di Zuckerberg è il più diffuso al mondo e la prima posizione in questa classifica è una conseguenza quasi naturale. A stupire invece è la seconda posizione, occupata da [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/2013_11_01_Pinterest.jpg"><img class="size-full wp-image-575 aligncenter" alt="2013_11_01_Pinterest" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/2013_11_01_Pinterest.jpg" width="960" height="684" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Facebook</strong> è il social network che porta <strong>più traffico ai siti web</strong>: è responsabile del <strong>10% delle visite totali</strong>. Non è una sorpresa: il social network di <strong>Zuckerberg</strong> è il più diffuso al mondo e la prima posizione in questa classifica è una conseguenza quasi naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">A stupire invece è la seconda posizione, occupata da <strong>Pinterest</strong>. Il social network per la condivisione di foto è nato solo nel 2010, ed è il più giovane tra i social network analizzati da <strong>Shareaholic</strong>. Pinterest porta ai siti web il 3,7% del traffico, tre volte più di quanto fa <strong>Twitter</strong>, molto più noto e affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">Shareaholic ha elaborato i dati raccolti da <strong>200 mila editori online</strong> tra settembre 2012 e lo stesso mese di quest’anno, per un traffico totale di <strong>250 milioni di utenti unici</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://mashable.com/2013/11/02/social-network-referrals-facebook/?utm_cid=mash-com-Tw-main-link" target="_blank">Mashable</a>.</p>
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		<title>5 cose da non fare quando si usa Twitter [Infografica]</title>
		<link>https://www.ebayre.it/5-cose-quando-si-usa-twitter-infografica/</link>
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		<pubDate>Sat, 02 Nov 2013 23:22:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Bayre]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Twitter è il social network più minimale. Ma la sua semplicità è apparente e poche regole da tenere a mente possono aiutare molto. Digiday ha creato cinque grafiche da tenere a mente. Marketing in tempo reale: il motto “purché se ne parli” per i social network è generalmente falso. Meglio essere efficaci. Hashtag: la tentazione [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Twitter è il social network più minimale. Ma la sua semplicità è apparente e poche regole da tenere a mente possono aiutare molto. <a href="http://digiday.com/brands/brand-tweet-flow-charts/" target="_blank">Digiday</a> ha creato cinque grafiche da tenere a mente.</p>
<p><strong>Marketing in tempo reale</strong>: il motto “purché se ne parli” per i social network è generalmente falso. Meglio essere efficaci.</p>
<p><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Brand-Flow-Chart-real-time.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-550" alt="Brand-Flow-Chart-real-time" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Brand-Flow-Chart-real-time-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a><strong>Hashtag</strong>: la tentazione di inserire cancelletti dappertutto è forte. Ma la vera funzione degli hashtag è dar vita a un trend e solo pochi brand hanno la forza per crearne uno. È allora meglio utilizzarne uno già diffuso.</p>
<p><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/hijack.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-551" alt="hijack" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/hijack-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a><strong>Volgarità</strong>: solo pochi brand possono permettersi di superare il confine della decenza. In tutti i casi bisogna essere estremamente cauti.</p>
<p><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Did-you-mention-feces.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-552" alt="Did-you-mention-feces" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Did-you-mention-feces.jpg" width="639" height="531" /></a><strong>Coinvolgere il lettore:</strong> è la base del lavoro di un social media manager, ma se si deve implorare gli utenti per una risposta, allora c’è qualcosa che non va.</p>
<p><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Please-RT.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-553" alt="Please-RT" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Please-RT-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a><strong>Esser chiari:</strong> non c’è spazio su Twitter per gli slogan accattivanti. Se non si riesce a esprimersi in modo elementare allora meglio evitare di scrivere.</p>
<p><a href="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Brand-Flow-Chart-coherent-2.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-554" alt="Brand-Flow-Chart-coherent-2" src="http://www.tvdigitaldivide.it/portfolio/wp-content/uploads/2013/11/Brand-Flow-Chart-coherent-2-1024x682.jpg" width="640" height="426" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.ebayre.it/5-cose-quando-si-usa-twitter-infografica/">5 cose da non fare quando si usa Twitter [Infografica]</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.ebayre.it">Matteo Bayre</a>.</p>
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